Pieve a Elici

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In cima a una collina nel Comune di Massarosa sorge Pieve a Elici, così chiamata per la foresta di lecci (ilices in latino, appunto), che ricopriva la collina secoli fa. In paese si possono ancora ammirare alcuni esemplari di questi meravigliosi alberi, ma è soprattutto la sua chiesa romanica a rendere tanto famosa Pieve a Elici. Si dice che sia stato proprio San Frediano, vescovo di lucca, a fondare la chiesa fra il V e il VI secolo, all’interno della sua imponente opera di riordinamento della chiesa lucchese.

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Per molto tempo l’edificio rimase piuttosto semplice, senza navate e abbastanza spoglio, e subì anche una distruzione a causa di alcune incursioni militari. La violenza prima e l’incuria dell’uomo poi avrebbero potuto distruggere per sempre la chiesa, ma con Matilde di Canossa l’edificio fu ricostruito. Nella seconda metà del XIII secolo la pieve viene ampliata per contenere la popolazione, nel frattempo aumentata, e viene decorata in misura maggiore.

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La chiesa, come la possiamo ammirare oggi, è caratterizzata da un Fonte Battesimale in cui venivano battezzati non solo gli abitanti del luogo ma anche persone provenienti da Viareggio, all’epoca un paesino di pescatori. C’è poi uno splendido trittico in marmo, situato sopra l’altare magigore, che raffigura la Madonna con Gesù bambino, San Pantaleone e San Giovanni Battista. Sopra gli altari laterali troviamo invece due affreschi, rispettivamente una Madonna con Gesù bambino e una Crocifissione. La prima opera, romanica, risale al XIII secolo; la seconda risale invece al XVII ed è stata attribuita a Guido Reni.

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Non possiamo non ricordare il campanile, alto ben 29 metri, che inizialmente fungeva da torre di avvistamento: fu infatti trasformato in torre campanaria solo nell’XII secolo.

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