Panigacci e testaroli: bontà della Lunigiana

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Nella tradizione gastronomica della Lunigiana, splendida terra a cavallo fra Toscana e Liguria, troviamo alcune specialità davvero imperdibili. Due di questi piatti arrivano proprio dalla cucina povera, che con la sua semplicità riesce a conquistare ogni tipo di palato, anche il più esigente! Oggi vi parliamo di panigacci e testaroli, due piatti simili ma non identici.

panigacci

Il panigaccio è un pane non lievitato, di forma rotonda, a base di farina, acqua e sale. Viene cotto nel testo, un piatto di terracotta, che viene arroventato sul fuoco. Il testo ha un’origine antichissima: sono stati gli Antichi Romani a inventarlo!

testi

I panigacci vengono consumati ancora caldi e accompagnati da un abbondante tagliere di salumi e formaggi a pasta molle, specialmente stracchino e gorgonzola.

salumi

Anche con il tris di sughi risultano particolarmente ghiotti. Pesto, sugo di pomodoro e funghi, olio e parmigiano: difficile non chiedere il bis. E se non siete ancora sazi… perché non gustarlo con un po’ di Nutella?

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A Podenzana, in provincia di Massa-Carrara, i ristoratori hanno costituito un’associazione per preservare il loro piatto più tipico, il vero e unico panigaccio.

E ora veniamo ai testaroli. Come i panigacci, anche in questo caso l’impasto è a base di farina, acqua e sale, ma meno denso.

testtest

I più noti sono forse quelli di Pontremoli, ma il testarolo fa parte anche della tradizione della bassa Val di Magra e della zona di Sarzana.

ghisa2

Il testarolo di Pontremoli è un grosso disco di pasta non lievitata che viene cotto in un testo, non di terracotta bensì di ghisa.

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Prima di essere serviti vengono tagliati a losanghe o a quadrettoni, bolliti velocemente in acqua salata e poi conditi con il pesto, il loro abbinamento più tradizionale, ma si sposano bene anche con altri sughi.

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Insomma, cosa aspettate a fare una bella gita in Lunigiana? 

Scopri le altre specialità toscane:

 

 

 

 

Nella tradizione gastronomica della Lunigiana, splendida terra a cavallo fra Toscana e Liguria, troviamo alcune specialità davvero imperdibili. Due di questi piatti arrivano proprio dalla cucina povera, che con la sua semplicità riesce a conquistare ogni tipo di palato, anche il più esigente! Oggi vi parliamo di panigacci e testaroli, due piatti simili ma non identici.

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Il panigaccio è un pane non lievitato, di forma rotonda, a base di farina, acqua e sale. Viene cotto nel testo, un piatto di terracotta, che viene arroventato sul fuoco. Il testo ha un’origine antichissima: sono stati gli Antichi Romani a inventarlo!

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I panigacci vengono consumati ancora caldi e accompagnati da un abbondante tagliere di salumi e formaggi a pasta molle, specialmente stracchino e gorgonzola.

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Anche con il tris di sughi risultano particolarmente ghiotti. Pesto, sugo di pomodoro e funghi, olio e parmigiano: difficile non chiedere il bis. E se non siete ancora sazi… perché non gustarlo con un po’ di Nutella?

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A Podenzana, in provincia di Massa-Carrara, i ristoratori hanno costituito un’associazione per preservare il loro piatto più tipico, il vero e unico panigaccio.

E ora veniamo ai testaroli. Come i panigacci, anche in questo caso l’impasto è a base di farina, acqua e sale, ma meno denso.

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I più noti sono forse quelli di Pontremoli, ma il testarolo fa parte anche della tradizione della bassa Val di Magra e della zona di Sarzana.

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Il testarolo di Pontremoli è un grosso disco di pasta non lievitata che viene cotto in un testo, non di terracotta bensì di ghisa.

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Prima di essere serviti vengono tagliati a losanghe o a quadrettoni, bolliti velocemente in acqua salata e poi conditi con il pesto, il loro abbinamento più tradizionale, ma si sposano bene anche con altri sughi.

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Insomma, cosa aspettate a fare una bella gita in Lunigiana? 

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