Il Ponte del Diavolo

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Nelle leggende toscane c’è spesso lo zampino del Diavolo. Un famoso ponte in Garfagnana, precisamente a Borgo a Mozzano, è il protagonista di una leggenda che vede il Diavolo vittima di uno scherzo.

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Noto a tutti come il “Ponte del Diavolo”, il suo vero nome è Ponte della Maddalena, nome che gli fu dato nel 1500 per via di un’edicola contente una figura della Maddalena, ora non più visibile.

Costruito per volere di Matilde di Canossa (1046 – 1125), il ponte attraversa il fiume Serchio. Con la sua posizione strategica, permetteva ai pellegrini di tornare sulla Via Francigena e di continuare il proprio cammino verso Roma.

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Ma cosa rende questo ponte tanto misterioso?

Si dice che il capo muratore incaricato della costruzione del ponte fosse notevolmente in ritardo. Disperato, fece un patto il Diavolo, il quale gli permise di completare la costruzione in una sola notte, ricevendo in cambio l’anima della prima persona che avesse attraversato il ponte.

Il pover’uomo accettò e il ponte fu completato nel giro di una notte.

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Pentitosi per quello che aveva fatto, il capo muratore corse dal parroco del paese a chiedere aiuto. Proprio il parroco escogitò un tranello per ingannare il Diavolo: il primo a passare sul ponte… sarebbe stato un cane!

Quando, l’indomani, il cane attraversò il ponte, il Diavolo si infuriò e si gettò nelle acque del Serchio, dove scomparve.

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Con la sua celebre forma “a schiena d’asino”, il ponte è ancora più suggestivo se percorso in autunno, magari quando la nebbia si alza dal fiume…

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