I proverbi lucchesi: perle di saggezza popolare!

anfite

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Oggi andiamo alla scoperta dei proverbi lucchesi. Lucca, come tutte le città toscane, è ricca di frasi fatte ed espressioni popolari che sono state tramandate attraverso i secoli. Andiamo a conoscere questi proverbi, dai più celebri ai quelli meno noti!

Chi dà retta al cervello dell’altri si pole frigge ‘l suo. Chi ascolta solo gli altri invece che fare a modo suo, finisce per sbagliare.

Gambe mie ‘un è vergogna camina’ quando bisogna. Se si vuole ottenere qualcosa, a volte è necessario essere insistenti e provarle tutte.

Bocca baciata ‘un perde ventura, ma si rinnova come fa la luna. Ovvero: qualche tradimento può essere perdonato.

Un c’è sabato senza sole, ‘un c’è donna senza amore. Prima o poi, tutte le donne trovano marito.

Perché vada ‘l caro bigna unge le rote. Se si vuole ottenere qualcosa, a volte è necessario ricorrere anche ai mezzi meno leciti, come le bustarelle.

Quando piove e tira vento ‘l cacciatore perde ‘l su’ tempo. Non riguarda solo i cacciatori, ma tutte le persone che non sanno scegliere il momento opportuno per fare le cose.

Bottegaio ‘n sull’uscio è in via di perdizione. Se un negoziante sta sulla porta, significa che non ha da lavorare.

Regala’ è morto e su’ moglie sta male. Monito per gli avari, che finiranno per avere solo dolori.

Si chiappa prima un bugiardo che uno zoppo. È facile smascherare una bugia.

Comanda e fai da te, sarai servito come un re. È meglio non contare troppo sull’aiuto degli altri.

Quando piove di buonora, prendi ‘i bovi, vai e lavora. Se piove di primo mattino, poi è probabile che la pioggia smetta e che così si possa lavorare bene. Il proverbio nasce, ovviamente, dal lavoro agricolo.

E voi ne conoscete altri? Scriveteci, saremo felici di pubblicarli!

 

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