I necci: delizia alle castagne

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Continua il nostro viaggio alla scoperta dei piatti poveri della Toscana. Poveri lo sono solo di nome, perché in realtà sono piuttosto ricchi di gusto, come sa bene chiunque abbia assaggiato queste specialità.  Oggi parliamo dei necci, conosciuti in giro per la Toscana anche con il nome di ciacci. Quel che conta, aldilà del nome, è la loro bontà, che come spesso accade si basa su una manciata di ingredienti!

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Proprio come per il castagnaccio, anche per i necci l’ingrediente fondamentale è la farina di castagne, elemento basilare nella cucina contadina ma ancora oggi ricco di fascino e di sapore. Originari della provincia di Pistoia, in particolar modo di Pescia e della Montagna Pistoiese, i necci sono diffusi anche in Versilia, Garfagnana e Lucchesia.

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L’aspetto è quello di piccole crespelle, facili da arrotolare e da farcire. Tradizionalmente, la farcitura ideale del neccio è la ricotta, ma potete trovare altre varianti dettate dalle zone e dalla fantasia del cuoco. Ad esempio, un’altra versione salata è quella al pecorino, il cui sapore forte si sposa bene con l’aroma dolciastro delle castagne. Sono sempre più diffuse anche le versioni dolci di questo piatto: basta farcire i necci con la nutella o magari cospargerli di scaglie di cioccolato dopo averli riempiti di ricotta.

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Che vi piaccia seguire la tradizione o provare nuovi abbinamenti, noi vi consigliamo di non lasciarvi sfuggire questa prelibatezza!

 

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