esplorare arrampicate con nome

LUCCA : 

 

  1. FALESIE TRA LUCCA E VIAREGGIO 

 

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Arrampicare è uno sport per tutti, dai più giovani ai più adulti, che permette un corretto sviluppo sia fisico sia mentale.

 

E’ un’attività che ci permette di salire montagne e pareti in virtù delle nostre capacità tecniche e atletiche. Lo si fa per il piacere e la soddisfazione che ogni pratica sportiva dà all’appassionato, ma probabilmente anche per qualcosa di più.

Nella zona d’arrampicata tra Viareggio e Lucca , il percorso è tra falesie conosciute e frequentate a livello internazionale per la varietà di percorsi di diverso grado. Nella stessa giornata sarà possibile inoltre conoscere il territorio, la palestra di roccia, e per i principianti avere un approccio alle tecniche d’arrampicata sportiva.

 

Informazioni : 

Dreavel 

 

LUCCA : UNA CITTA’ DA NON PERDERE :

copertina generica lucca con nome centrale

 

 

GROSSETO : 

 

  1. 1.ARRAMPICATA A CAPO D’UOMO – ARGENTARIO

 

ARGENTARIO CAPO D'UOMO

 

La bellissima falesia Capo d’Uomo all’Argentario in Toscana, riattrezzata da pochi anni dalla Guida Alpina Eraldo Meraldi.

Capo d’Uomo è una bellissima falesia situata in un posto incantevole, dominato dal rudere di una antica torre di avvistamento affacciata sul mare, dove i suoi splendidi colori si fondono con il cielo facendo diventare questo posto indimenticabile. Quella di Capo d’Uomo è una stupenda placca verticale di calcare bianco e grigio a gocce, buchi e concrezioni con un’arrampicata tecnica e di continuità. Attrezzata da arrampicatori romani e locali verso la metà degli anni novanta, la chiodatura ha risentito nel tempo della vicinanza del mare. 

 

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L’opera di richiodatura con materiale inox, con il contributo della sezione CAI di Grosseto e apertura di nuove linee di salita è opera della Guida Alpina Valtellinese Eraldo Meraldi che armato di santa pazienza ha risistemato la falesia rivalorizzando questo posto meraviglioso. Ora la falesia di Capo d’Uomo all’Argentario è diventata (lo era già, ma a torto dimenticata) una delle più belle falesie affacciate sul mare d’Italia. 

 

Informazioni : 

Guide Alpine Alta Valtellina
www.guidealpinealtavaltellina.it
info@guidealpinealtavaltellina.it

 

 

  1. 2. MONTE CALVO – GAVORRANO

 

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Al di sopra degli abitati di Gavorrano e Ravi sorge il Monte Calvo.

La falesia offre una sessantina di monotiri di varie difficoltà, attrezzati con protezioni in inox. L’arrampicata è generalmente su placche verticali con qualche leggero strapiombo.

Il luogo è molto bello, tranquillo e appartato. Dalla parte alta delle vie si gode di una vista sublime sulle dolci colline maremmane, che dona serenità, pace e tranquillità. Un affresco di paesaggi, poggi e uliveti, campi colorati dal lavoro umano, paesi e borghi, un alternarsi che fanno del territorio un mosaico traboccante di infinite architetture senza tempo. Ingredienti sempre più rari, da cogliere e gustare con armonia e sensibilità d’animo, che fanno bene al cuore e allo spirito.

 

MONTE CALVO GAVORRANO

 

ACCESSO

Accesso stradale: dalla Superstrada Aurelia uscita Gavorrano. Passato Bagno di Gavorrano, salire verso Gavorrano, arrivati in paese seguire per Ravi lungo via della Serra. Quando la strada inizia a scendere posteggiare all’evidente spiazzo sulla destra. Oppure all’uscita di Gavorrano Scalo o Giuncarico, portarsi prima a Bivio Ravi quindi a Ravi, salire lungo via della Serra e posteggiare nell’evidente spiazzo a sinistra (posteggio x 4-5 auto).

Accesso alla falesia: Dall’area di posteggio seguire l’evidente sentiero che sale inizialmente verso sinistra fino a raggiungere il bosco fitto. Si continua in diagonale verso sinistra e poi a destra ed in breve si raggiunge il settore più basso della falesia (10-15 minuti dall’auto).

 

Informazioni :

Planet Mountain 

 

GROSSETO E PROVINCIA

grosseto generica con nome centrale

 

 

  1. 3. ARGENTARIO : LA COSTA DELLA SCOGLIERA E L’ARRAMPICATA ALLE CANNE D’ORGANO

 

COSTA DELLA SCOGLIERA ARGENTARIO 2

 

La “Costa della Scogliera” è una vasta area rocciosa che si trova nella zona sud-orientale dell’Argentario vicino a Porto Ercole nella bassa Toscana. La parte più interessante è la parete detta delle “Canne d’organo” inserita tra un fitto e rigoglioso bosco ricco di profumi intensi e l’infinità del cielo azzurro che si confonde con la profondità del mare. Il nome singolare della struttura è stato coniato perché quando spira forte il vento e s’infrange contro le rocce, sembra un organo che suona. Se sei lì sullo spigolo in questa situazione di forte energia, una dolce armoniosa melodia ti accompagnerà e risuonerà nella tua mente anche nei giorni a venire. 

La roccia che caratterizza questa zona è un buon calcare grigio molto tenero con sfumature rosa, ricco di appigli. Il punto culminante della struttura è posto a 364m di quota s.l.m.. Le vie sono molto belle e varie a partire dalla superclassica sullo spigolo che ha un’alta frequentazione per le basse difficoltà per la particolare roccia che presenta, ed anche per la dolce ed aerea tranquillità che si respira. Il clima mediterraneo ideale nelle mezze stagioni, permette spesso l’arrampicata anche nei periodi invernali e se ventilato anche durante i giorni caldi d’estate. 

Stupenda è la visione al termine della Via dello Spigolo dei Tomboli che con la loro formazione hanno trasformato nel tempo l’isola pentagonale dell’Argentario in un promontorio. Di fronte piccolo e solitario è l’Isolotto luogo ambito dai sub per le meravigliose immersioni e dai gabbiani per le necessarie nidificazione.

 

L'ISOLOTTO

 

L’arrampicata si è sviluppata in questa zona alla fine degli anni ’60 del secolo scorso con l’apertura di vie sugli speroni o spigoli più evidenti da parte di arrampicatori romani, poi a metà degli anni ’90 il grossetano Giancarlo Rustici diede un nuovo impulso aprendo altri itinerari più in ottica sportiva e moderna. 

Nel 2013 e 2014 in collaborazione con gli amici maremmani, Eraldo Meraldi ha risistemato e ripulito le vie e ripristinato i sentieri d’accesso dando una nuova vita e vigore alle “Canne d’organo” Buone arrampicate. 

 

Informazioni :

Planet Mountain 

 

 

MASSA CARRARA : 

 

 

  1. 1.ARRAMPICATA AD AIOLA ( FIVIZZANO ) 

 

arrampicata

Carina piccola Falesia anche conosciuta come “Tecchia del Pistello”.
Accesso: Raggiungere il paesino di Aiola, lasciare l’auto nel più alto piazzale con la fontana. Prendere il sentiero del CAI verso Vinca, da qui superata la chiesa, costeggiare il muro in salita e prendere al primo bivio a sx che segue una traccia che si divide dopo poco alla fine di una recinzione. Seguire anche a dx seguendo alcuni segnali scoloriti (rosso) e dopo pochi minuti si raggiunge la parete da attrezzare. Proseguendo ancora sulla dx dalla traccia in salita si raggiunge l’anfiteatro della Tecchia. 10 min in tutto dall’auto.

 

Informazioni : 

Falesia Free Climbing 

 

SCOPRI SPIAGGE , MONTAGNE E CASTELLI DI MASSA CARRARA : 

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SIENA : 

 

  1. 1.ARRAMPICATA MONTE AMIATA: 

 

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Il toponimo Amiata deriva molto probabilmente dal latino “Ad meata” cioè “Alle Sorgentioppure secondo altre fonti da Mons Tuniatus (poi Montuniata) il monte di Tunia la massiama divinità etrusca. Comunque sia questo vulcano dormiente di 1738 s.l.m. interamente ricoperto di boschi rigogliosi di castagno e faggio, ricco di fauna, acque sorgive e bella gente è sicuramente un luogo se non sacro, magico e sicuramente fragile.

 

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I suoi massi trachitici ben nascosti un pò ovunque sulle pendici del vulcano sono da tempo famosi nel mondo dell’arrampicata sia per la loro qualità che per la quantità, e attulamente la zona conta circa 200 boulder.

Meno conosciuta è la presenza di alcune strutture più elevate attrezzate per l’arrampicata sportiva .
La roccia vulcanica dell’amiata proprio per la sua morfologia ricca di fessure e buchi la rende meravigliosamente adatta a questo tipo di arrampicata dove friend e sopratutto tricams la fanno da padrone, occhio solo alla fragilità delle strutture quali lame e tafoni.. Le strutture adatte sono sparse un pò ovunque. I castagneti che le racchiudono sono spesso privati ma accessibili (solo nel periodo della castagnatura sono off-limits) se percorsi nel massimo rispetto, lasciandoli meglio di come si trovano. Solo una minima parte delle possibili linee è stata per ora pulita e ripetuta. E’ anche possibile ripetere quasi tutti i precedenti itinerari sportivi (dal 4 all’ 7c/8a) in questa ottica. Gli arrampicatori locali si stanno dimostrando molto sensibili a questo approccio con ottimi risultati, vista l’unicità del luogo.

ACCESSO

L’Amiata siede all’incrocio tra la Maremma la val d’Orcia, la val di Chiana ed il lago di Bolsena. E’ facilmente accessibile dall’A1 uscendo a Chiusi o dalla Siena/Grosseto per chi viene da nord oppure dalla Cassia o Aurelia da sud.

 

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ARRAMPICATA

Le aree di maggiore interesse sono quelle del Catarcione e Sasso di Dante ad Abbadia San Salvatore o quelle del Sasso Corbaio a Santa Fiora, e soprattutto della Chiesina a Castel del Piano dove sono nate le prime linee esclusivamente clean.

NOTE

Come detto in questi bellissimi boschi si entra e si esce in punta di piedi e rispettosi dell’ambiente, l’ottica con cui si sta cercando di sviluppare l’arrampicata qui più che trad è clean, nessun segno del passaggio che implica discese a piedi o su alberi nessuna traccia sulla parete se non la ripulitura da muschi e licheni (le linee sono nuove e quindi ancora polverose). Qui si prediligono la ricerca creativa, l’avventura e l’ignoto al gesto sportivo. Tutto per preservare ai futuri frequentatori il divertimento e lo stupore di cui hanno goduto tutti coloro che li hanno preceduti.

 

 

Informazioni : 

Planet Mountain Monte Amiata 

Vertical Amiata 

 

 

PISA: 

 

ARRAMPICATA MONTI PISANI

 

I Monti Pisani essendo rilievi di non grandissime altezze e dai fianchi naturalmente “rotondi” e pendenze modestenon sono la meta preferità da alpinisti e rocciatori, offrono però grazie al lavoro di erosione esercitato dall’uomo nel corso dei secoli lungo le loro pendici (cave) e dai processi carbonatici in ancor più tempo delle falesie idonee a questo tipo di pratica, arrivando così ad offrire  luoghi con molte possibilità per praticare l’arrampicata sportiva, esistono anche dei luoghi naturali ove è possibile trovare delle roccie esposte, questi sono però minori sia per numero, estensione e non ultima la non sempre facile raggiungibilità.

 

 

  1. 1. PALESTRA DI ARRAMPICATA AVANE-VECCHIANO 

 

AVANE VECCHIANO PISA

 

Chiamata comunemente come “palestra di Vecchiano”  in realtà si trova in territorio di Avane, sulla sponda destra del fiume Serchio (seguendone il corso), è la storica palestra (da ormai più di un trentennio) di arrampicata ‘outdoor’ dei climber del triangolo Pisa-Viareggio-Lucca-livorno, è divisa di due principali settori: Baccanella e Valle dei Porci, le due parti vengono divise visivamente da una torretta d’avvistamento risalente a tempi ben lontani, visibile anche dalla strada.
La parte della Baccanella si trova in una zona particolarmente  amena immersa tra gli ulivi, salendo dalla strada sul lato sinistro. Essendo più soleggiata vi si arrampica benissimo anche nelle giornate invernali più fredde, per contro risulta poco praticabile nella stagione calda, se non nelle ore serali o in giornate ventilate.

 

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Alla Valle dei Porci si arriva invece seguendo un breve sentiero che aggira sulla destra la torretta per scendere in una dolina con la caratteristica forma di cratere, questa zona è più ombrosa e assai più fresca e umida, ed è consigliata nelle calde giornate. A loro volta i settori sono distinti in paretine e pilastri veri e propri, ognuno con caratteristiche peculiari per difficoltà e lunghezza delle vie.

 

AVANE VECCHIANO PISA TORRETTA

 

In ogni parte della palestra prevale l’arrampicata tecnica raramente violenta, su parete verticale o leggermente appoggiata che richiede grande precisione di piede, quasi millimetrica su alcuni percorsi, due esempi su tutti: il salto del giaguaro ed il piccolo chimico. La roccia è un buon calcare saldo e compatto, a volte un pò lisciato dai molti passaggi che abbisogna per questo, di un certo apprendistato.
Vi troviamo molte forme che può avere il calcare: gocce, buchetti, svasi, piatti, pinze, reglette cosi da rappresentare ogni tipo di arrampicata. Nonostante la palestra non presenti molti percorsi d’alta difficoltà e sia da considerarsi principalmente adatta per un livello da medio-basso a medio-alto, vi sono alcuni settori strapiombanti (settore giallo) per i più allenati o per chi è alla ricerca di maggiori difficoltà tecniche, e non mancano anche alcune vie brevi con caratteristiche idonee al bouldering (settore Boum Boum Jackson).
Il numero di vie presenti supera il centinaio, tutte ben attrezzate, in alcune anche con catene alle soste. Grazie a dei volontari vi è una continua manutenzione con un lavoro di richiodatura, ma essendo la palestra molto vecchia, può capitare di trovare in alcune vie dei chiodi o degli split non del tutto convincenti o sicuri. Al contrario dei settori che sono facilmente identificabili, non altrettanto lo sono le vie, a causa del loro numero elevato e del loro sovrapporsi con varianti e richiodature. I nomi alla base delle pareti non sempre sono sufficienti ad orientarsi, ma i percorsi più noti e consigliati sono in genere abbastanza ben identificabili.
I periodi ideali di fruizione sono: autunno, inverno, primavera, non molto consigliata nel periodo estivo
Un’importante accortezza da tenere a mente è che tutto il terreno è di proprietà privata, si raccomanda per cui di non uscire dai sentieri tracciati, di non lasciare carte, rifiuti e quant’altro, anche nel rispetto degli altri fruitori e della vivibilità della palestra, e di rispettare per quanto più possibile la quiete del luogo evitando schiamazzi inopportuni. Alcuni di tali comportamenti hanno nel passato portato ad incomprensioni con i residenti locali, con conseguenti divieti e dispute, per cui si consiglia vivamente di usare la massima educazione possibile nel frequentare la palestra.

 

 

  1. 2.BUTI E ULIVETO

 

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I contrafforti di durissimo conglomerato denominato verrucano che affiorano dal Monte Serra sul versante sopra il paese di Buti, lungo la strada che porta in vetta al Serra, sono in un contesto molto naturalistico presentando un’arrampicata ben diversa dalle falesie in calcare presenti in altre parti dei monti, offrendo non molte vie ma molto suggestive.
Ad Uliveto Terme la roccia torna ad essere calcare, con un buon numero di blocchi, con una manciata di monotiri non molto frequentati.

 

 

Informazioni : 

Siti di riferimento dove è possibile trovare info tecniche e più dettagliate sulle vie, possono essere:

falesiaonline.it

www.falesia.it

www.toscoclimb.it

 

 

PISA DA VIVERE :

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